L'Avvocato Campanelli, nella sua qualità di guaritore dal vizio del fumo, ha ricevuto moltissime lettere da prestigiosi clienti. Eccone alcune:
Premier Israeliano e Premio Nobel per la Pace
Caro Avvocato Campanelli,
le scrivo con un profondo senso di gratidudine e insieme un giusto pizzico di orgoglio personale avendo il portacenere sul mio tavolo senza mozziconi di sigaretta.
E' stato così da quando sono ritornato da Roma, e spero che così rimanga anche nel futuro. Come lei sa, le mie responsabilità mi impongono di viaggiare all'estero assai frequente. Alcuni di questi miei viaggi sono stati molto importanti per il destino dello stato d'Israele, ma da moltissimo tempo non c'è stato un viaggio che abbia influito sulla mia vita personale come quello che ho fatto di recente a Roma. Ora mi riesce assai più facile respirare, dormire e riesco anche a mangiare con maggiore appetito. A nome mio, e anche di mia moglie e di tutti coloro che mi sono vicini, la prego di accettare i miei più sinceri ringraziamenti per l'aiuto che mi ha dato in questa mia conquista personale. Con gratitudine e amicizia, sinceramente
Shimon Peres
Sovrano
Non fumo da quando ci siamo visti. I miei migliori auguri. Il suo amico.
Hussein I.
Stampa dell'Ambasciata d'Israele in Italia
Caro Avvocato,
le mando con tanto piacere un articolo su di lei apparso sul quotidiano israeliano più diffuso "Yediot Ahronot", oggi 15 luglio 1987.
L'articolo scritto dalla Sig.ra Bella Almog, una sua nuova ammiratrice, su due pagine intere con il titolo: "Seguendo Peres da Campanelli", racconta come la giornalista dopo 38 anni di dipendenza dal fumo di sigaretta, è riuscita a smettere del tutto di fumare; tutto questo grazie al suo "trattamento".
L'articolo che lei vede, contiene alcune belle foto, scattate dal giornalista Yossi Bar e la lettere che le ha mandato il Presidente Peres, ringraziandola profondamente per il suo contributo.
Non mi rimane, caro Avvocato, altro che ringraziarla anche da parte mia, per la gioia di poter raccontare a tutti i miei amici, che anche io sono finalmente un ex fumatore, "ex" per merito suo.
I miei più sentiti saluti.
Avi Granot
Presidente di Sezione della Corte dei Conti
Grazie Avvocato Campanelli, non perché ella me l’ha richiesto, ma perché sento il bisogno di esprimerle in qualche modo la mia gratitudine, eccomi a darle atto, per iscritto, del fermo, straordinario risultato dell’unica seduta avuta con lei nel pomeriggio del 5 dicembre del decorso anno 1984. Ho smesso di fumare subito, del tutto, senza alcuno sforzo, senza fatica, senza nervosismi, senza alcuna conseguenza negativa, senza che il fumo altrui mi dia fastidio, senza rimpianti, senza rinascita di voglie, senza, per ora, ingrassare, senza neppure l’impressione (in fondo) di aver fatto una gran cosa. E questo a 63 anni, con un precedente di quaranta anni di fumo (interrotti solo nel 1948, per dieci mesi), quando ormai mi ero stabilizzato tra le 30 e 40 sigarette al giorno. Debbo poi ringraziarla della sua gentile disponibilità, del suo cordiale e disarmato modo di dare le spiegazioni possibili alle tante domande di un curioso, e , infine, di quella che si sente essere la sua affettuosa fiducia nelle facoltà positive dell’uomo.
Presidente On. Aggiunto della Corte di Cassazione
Egregio Avv. Vincenzo Campanelli, dopo innumerevoli tentativi di smettere di fumare tutti miseramente falliti ho deciso, l’ormai lontano 27 novembre 1991, di ripudiare gli infallibili metodi ai quali fino ad allora avevo fatto ricorso (dall’agopuntura a quelli suggeriti dai tantissimi libri che puntualmente acquistavo al loro primo apparire in libreria) e di farmi suo paziente. E’ così accaduto che ho smesso di essere un fumatore nel corso di un’unica seduta (quella storica del 27.11.1991) in modo del tutto indolore e senza dover in alcun modo sollecitare la mia debole volontà. Essermi liberato dalla dipendenza dal fumo istantaneamente e senza alcun sacrificio mi sembra, ancora oggi un fatto tanto straordinario da farmi sentire spesso il bisogno di esprimerle in qualche modo mia riconoscenza; ma a trattenermi dallo scriverle per informarla del felice esito della sua terapia è stato il dubbio che dopo tanti anni non serbasse più ricordo della mia persona. Quando le ho telefonato per fissare un appuntamento per mia figlia ho potuto constatare, invece, che lei conservava di me un vivo ricordo. Ne sono stato lieto anche perché ciò mi dà la possibilità di riparare ad una involontaria mancanza e di esprimerle sebbene con quasi dieci anni di ritardo la mia profonda gratitudine per avermi liberato dalla dipendenza dal fumo. Grazie a lei mi sono liberato dalla tosse, dall’affanno e dai tantissimi altri disturbi dipendenti dal fumo. L’avverto, però, che intendo metterla alla prova perché mi aspetto, per mia figlia, gli stessi brillantissimi risultati che ha ottenuto per me.
Cordiali saluti.
Specialista in Neuropsichiatria Ricercatore presso la Clinica Psichiatrica dell'Università di Napoli Consulente presso il Reparto di Neurologia Clinica
Egregio avvocato, desidero manifestarle la mia gratitudine per avermi liberato dalla mia inveterata nicotinodipendenza, mai precedentemente debellata, neppure per periodi brevi, nonostante i miei eroici tentativi. Le ricordo che il mio tabagismo datava da circa venti anni e che negli ultimi 4-5 anni il mio consumo quotidiano di sigarette oscillava tra le 35-40 Marlboro. Non saprei dare un’interpretazione convincente sui principi scientifici che sottendono il suo metodo di cura, ma so di certo che, vuoi per un effetto telepatico, vuoi per un effetto bioenergetico, vuoi per una sorta di condizionamento operante, da subito, si è quasi del tutto azzerato il mio desiderio di fumare, non avendo più fumato alcuna sigaretta dopo essermi sottoposto al suo trattamento, ed avendo la netta percezione di una rilevante espansione della mia volontà di non fumare. Ritengo, infine, molto suggestivo il fatto che il suo metodo si basi sui toccamenti a livello del capo, del precordio e delle braccia, per gli evidenti significati e implicazioni (sfera volitiva, emotiva e gestale-ritualistica). E’ chiaro che il presupposto della riuscita del metodo, sta nell’iniziale ferma decisione di smettere di fumare. Il metodo, a mio giudizio, può solo espandere l’atto volitivo e farlo divenire costantemente effettuale, ma non può incidere, a mò di atto magico, laddove manchi la volontà di base.
Camillo Vittozzi
Accademia Nazionale dei Lincei
Roma, 31 marzo 2002
Caro Avvocato,
EccoLe, come desiderava, una lettera su carta intestata dei Lincei, per dirLe quale fortuna sia stata per me l'averla incontrata ed aver avuto il suo aiuto per smettere di fumare. Ci siamo visti in realtà due sole volte, il 15 Luglio 1987 e poi circa una settimana più tardi, perchè una piccola "recidiva" determinò una ripetizione del suo "trattamento"; davvero piccola, perchè in quella settimana avevo fumato in tutto quattro sigarette, in luogo delle quaranta almeno giornaliere cui fino ad allora ero stato abituato. Era la fine di Luglio, e prendemmo un appuntamento telefonico dopo l'estate; ma in quell'intervallo avevo continuato non propriamente a fumare, piuttosto a spippettare dei sigaretti di tabacco scuro (i "toscanelli", non so se ancora esistono), che appestavano la casa ben peggio che le sigarette. Capitò poi che una flebite mi tenesse a letto parecchi giorni, e nella stanza il fumo era talmente insopportabile che chiusi la partita anche coi toscanelli. Questo l'epilogo. L'esordio, remotissimo, risale, come per tanti miei coetanei, agli anni del ginnasio e alle prime sigarette fumate nei gabinetti della scuola, mentre i film americani (e a casa, mio padre, fumatore accanito), proponevano un modello comportamentale ineludibile, schiacciante. Naturalmente, mille volte i medici mi avevano consigliato di smettere, pur senza ancora avvertire inconvenienti gravi, e qualche volta avevo anche provato, senza successi duraturi. Ma in quell'estate del 1987, che coincise con un mio cambiamento di status nel lavoro, incontrai inaspettatamente l'esempio di un itinerario diverso: un mio cugino, da sempre gran fumatore, che incontrai ad un ricevimento accorgendomi con sorpresa che non fumava; qualcuno mi disse che aveva incontrato "un avvocato" che aveva guarito dal vizio del fumo re Hussein di Giordania e non so più quanti altri personaggi illustri. L'idea che per non fumare si andasse dall'avvocato anzichè dal medico sembrava buffa al punto che qualche sera più tardi mi venne di parlarne nel corso di una serata tra amici, e qui altra sorpresa, perchè l'avvocato non era affatto uno sconosciuto, ma venne fuori che un collega ex fumatore, di cui avevo apprezzato la forza di volontà, era anche lui passato per il suo "trattamento". Due in pochissimi giorni: era quanto bastava per incuriosirmi davvero e così mi feci dare il Suo indirizzo (lei abitava allora in Viale dell'Arte, all'EUR), e presi appuntamento per quella mattina di Luglio con cui inizia la storia; il resto è noto. Certo è che sono uscito dal Suo studio senza la solita incontenibile frenesia della sigaretta, ma con la convinzione di poter scegliere senza angoscia se fumare o no; e ho scelto di non fumare. Ma chi ha scelto, in realtà? Ancora non so se a decidere sia stato Lei, oppure io, o tutti e due di comune intesa; me lo sono chiesto per qualche tempo, ma ho smesso di interrogarmi quando ho capito che, se mai avessi intuito la soluzione, avrei ricominciato a fumare....In fondo, ero venuto da Lei per non fumare e il miracolo era accaduto; inutile chiedere di più. Il risultato? Quindici (finora) anni di fumo risparmiato, con mille piccoli inconvenienti da ex fumatore, ma certamente a fronte di guai molto, ma molto più seri evitati; quindici anni di fumo passivo (al tempo non se ne parlava o quasi) risparmiati ai miei figli, allora bambini, a mia moglie, ai colleghi di lavoro....non è poco, caro Avvocato, quello che dobbiamo alla efficacia del suo stupefacente "trattamento". Perciò volentieri Le scrivo questa lettera per aggiungerla alle altre testimonianze dei suoi successi, ma soprattutto perchè ci sono ancora tanti che hanno bisogno del Suo aiuto. Complimenti ancora e con gratitudine mi creda sinceramente il suo
Fausto Zevi
Rettore dell'Università di Brescia
Brescia, 4 aprile 2002
Un sentito grazie per avermi liberato, ormai da oltre dieci anni, dal vizio del fumo!
Con gratitudine
Augusto Preti
Segretario Confederale Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori
Roma, 15 febbraio 2002
Gentile Avvocato,
è passato quasi un anno dal giorno, il 27 marzo 2001, in cui presso il Suo studio, mi sono sottoposto al trattamento antifumo. Da subito ho perso qualsivoglia desiderio di fumare, ma solo oggi posso testimoniarLe che dal 27/03/2001 ho totalmente e spero definitivamente smesso di fumare. Di tuttto ciò desidero ringraziarLa e testimoniare l'affidabilità del trattamento da Lei praticatomi.
Cordiali saluti.
IL SEGRETARIO CONFEDERALE
Graziano Trerè
Vice Questore A. della Polizia di Stato Direzione Investigativa Antimafia
Gentile Avvocato,
il suo intervento mi ha consentito di avere, finalmente, una vita non condizionata dai tempi del fumo.
La sensazione di stare "bene", anche senza l'ausilio della sigaretta, si è riaffacciatta nei miei pensieri ed anzi, il sapere di non essere più schiavo del famigerato pacchetto ha aumentato la stima di mestesso ed ha alimentato la conoscenza delle mie reali potenzialità. I miei vestiti non "puzzano", come del resto le mie mani, di fumo; in casa non si avverte quell'odore che consente di individuare la presenza di un fumatore. Insomma, i suoi poteri hanno consentito al sottoscritto, fumatore da oltre 15 anni di avere, finalmente una vita libera, sgombra da dipendenze; per tutto questo la ringrazio.
Roma, 30 giugno 2000
Il Vice Questore A.
Dr. Edgardo Giobbi
Le lettere di ringraziamento di alcuni tra più importanti clienti dell''Avvocato: Shimon Peres, Re Hussein I di Giordania ed altri e le fotografie di alcuni personaggi famosi che hanno smesso di fumare. Clicca qui per vedere la lista. Margherita Boniver Valeria Marini, Shimon Peres.
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